Simulazione 3D – La Cina attacca gli USA e invade una base in Giappone

Pubblicato per la prima volta sul sito cfr.org (Council on Foreign Relations), un’associazione privata statunitense composta principalmente da uomini d’affari governativi e politici; tale associazione è impegnata nello studio e nell’analisi dei problemi globali giocando un ruolo chiave nella definizione della politica estera degli USA.

La crisi economica ha messo a dura prova il governo di Pechino, ma questo potrebbe giustificare una dimostrazione di forza per distogliere l’attenzione mondiale dall’instabilità finanziaria in cui è piombata la Cina?

Mostrare i muscoli diffondendo una simulazione di uno scenario bellico in cui le forze armate cinesi invadono con successo una base americana in Giappone, potrebbe ricordare al mondo che la Cina, nonostante tutto, è più forte che mai?

Secondo il Council on Foreign Relations il video è stato diffuso dalla PLA (People’s Liberation Army),  le Forze Armate cinesi, secondo il blog Foxtrot Alpha è più  probabile che sia stato un video ludico realizzato dalla cinese Tencent che possiede un social blog di gaming (QQ / QZone). Il che avrebbe senso visto che il video inizia in prima persona in perfetto stile Call of Duty anche se a ruoli invertiti (i Comunisti sono i buoni e gli Occidentali i cattivi).

In realtà la provenienza di questo video non è certa, la Cina deve affrontare un periodo di instabilità finanziaria senza precedenti e un’evoluzione militare della crisi è sicuramente fantapolitica, ma recentemente Pechino ha mostrato veramente i muscoli in occasione della parata militare fatta in commemorazione della fine della Seconda guerra mondiale; il governo cinese ha sfoggiato il meglio del suo apparato bellico con circa 12.000 soldati coinvolti, oltre 200 aerei, carri armati, blindati e le armi nucleari più moderne.

Recentemente gli Stati Uniti hanno anche denunciato una massiccia operazione di aggressione cibernetica ai sistemi informativi governativi da parte di hackers Cinesi e il governo di Pechino ha affrontato finora la crisi con metodi poco ortodossi, con una ripetuta svalutazione dello Yuan Renminbi,  non gradita agli americani.

Evidentemente siamo di fronte a dei segnali che la Cina sta lanciando al mondo, segnali che rientrano in una strategia per un confronto sicuramente più finanziario che bellico.

 

 

 

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