Home » News » Tassi Fed invariati, la Yellen decide per un rinvio

La Yellen lascia i tassi invariati

Otto membri su nove della FED  hanno votato per lasciare i tassi di interesse invariati, optando per un rinvio.

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Tra un’inflazione ostinatamente bassa e prospettive incerte per la crescita mondiale e le recenti turbolenze dei mercati finanziari, la decisione non è stata presa all’unanimità; Jeffrey Lacker, presidente della Fed di Richmond, ha votato contro, dicendo che avrebbe preferito alzare il tasso obiettivo di 0,25 punti percentuali.

“I recenti sviluppi economici e finanziari globali possono frenare l’attività economica e possono esercitare ulteriori pressioni al ribasso sull’inflazione nel breve periodo”, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha dichiarato in un comunicato Giovedì a Washington.

Janet Yellen tassi FED invariati

Nel tenere il tasso di riferimento dei fondi federali tra lo zero e lo 0,25 per cento, i membri del Board hanno dimostrato che non sono ancora convinti che l’inflazione si sposterà gradualmente verso il loro obiettivo del 2 per cento, malgrado i dati positivi del mercato del lavoro.

Il tasso di disoccupazione nel mese di agosto è sceso al 5,1 per cento, il livello più basso da aprile 2008.

“A conti fatti, gli indicatori del mercato del lavoro dimostrano che il sottoutilizzo delle risorse di manodopera è diminuito dall’inizio di quest’anno”, secondo quanto dichiarato dalla FED.

Il rendimento sul Treasury americano a10 anni è sceso al 2,23 per cento alle 20:10 dopo il rilascio della dichiarazione dal 2,30 per cento di Mercoledì. L’S&P 500 subito dopo il rilascio della dichiarazione  ha annullato i guadagni fatti durante il corso della seduta.

Regna, comunque, la volatilità nel finale di seduta che sembra voler punire la decisione della FED.

Molti economisti sono preoccupati che le recenti perdite nei mercati azionari cinesi riflettano preoccupazioni più profonde per le prospettive di crescita per la seconda economia più grande del mondo.

Il rallentamento della domanda della Cina ha anche contribuito a innescare una crisi globale dei costi delle materie prime, aggiungendo pressione al ribasso dei prezzi nei mercati negli Stati Uniti.

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L’inflazione si è confermata a luglio dello 0,3 per cento sui 12 mesi e si è assestata al di sotto del 2 per cento per più di tre anni.

Il comitato ha ribadito che alzerà i tassi quando avrà visto “qualche ulteriore miglioramento del mercato del lavoro ed si è ragionevolmente sicuri che l’inflazione si sposterà al di sotto del suo obiettivo del 2 per cento nel medio termine.”

Il driver principale, sottolinea la Yellen, rimarrà comunque la spesa delle famiglie, ma anche il mercato immobiliare verrà tenuto in considerazione.

Nel corso della conferenza stampa, la presidentessa Janet Yellen ha rivelato che la maggioranza dei membri del Fomc vede ancora un rialzo entro la fine dell’anno, ma quattro membri del comitato (FOMC) lo  prevedono per il  2016, questo infatti in parte viene riflesso anche sulle indicazioni date dal Fed Watch

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